lunedì 29 dicembre 2014

Perché il sud è rimasto indietro di Emanuele Felice

Oggi sono stato in libreria e sono stato a tanto così dal comprare il libro del prof. Emanuele Felice edito da Il Mulino: Perché il sud è rimasto indietro.

Non l'ho comprato perché non mi trovavo in libreria per comprare un libro.
La verità è che quando sono in libreria mi lascio guidare dall'istinto e oggi il mio istinto mi aveva spinto a comprare il libro che ho tenuto in mano per parecchio tempo in libreria.
Ma non l'ho comprato.

Esorto tutti a comprare questo libro e io stesso non escludo di farlo in un prossimo futuro.

Ma perché non l'ho comprato? Perché dopo la spinta "istintiva" iniziale ho riflettuto sul titolo.

Il titolo del Felice è, a mio giudizio, molto "infelice".

Il Felice dice che "il sud è rimasto indietro" e che nel libro ce ne spiegherà il motivo.
Ora, francamente nel titolo c'è un qualcosa che mi puzza.

Ci sono tre parole dense di significato: Sud, Rimasto e Indietro.

Sulla scelta della parola "sud" io avrei qualcosa da obiettare:
forse il Felice intende dire "L'ex Regno delle Due Sicilie"; e perché non lo precisa?
il lettore avrebbe potuto farsi un'idea migliore del contenuto del libro.
Altrimenti, qualcuno potrebbe pensare che il Felice stia parlando del Magreb o della sola Calabria o di chissà quale altro sud.

Secondo me il prof. Felice intende l'ex Regno delle Due Sicilie anche se non escludo che nella sua analisi non abbia incluso anche la Sardegna.
Ricordiamo però che la Sardegna era un regno a sé stante da centinaia di anni (sull'aspetto "cronologico" vorrò tornare più avanti).

Insomma ... se io ho ragione il Felice - che è uno storico - dovrebbe ripassare un po' la geografia perché non si comprende come l'Abruzzo possa essere inteso "Sud" visto che è in gran parte a nord di Roma!

Un'altra parola è "Indietro".

Il "sud" è indietro. Ma cosa vuol dire "è indietro"? indietro in cultura, in lavoro, in salute, nella tutela dei diritti umani, nella lotta alla corruzione? Il sud è indietro sotto tutti i punti di vista? Non si salva nulla del "sud"? Io trovo questa tesi un po' offensiva e anche stupida. Possibile che il "sud" sia indietro rispetto all'Italia centrale e settentrionale in tutti i campi? Come può uno storico affermare una cosa del genere?

La terza parola, che trovo francamente odiosa è "Rimasto".

Se vuoi spiegare perché un'area geografica è indietro rispetto ad un'altra area geografica io leggo con interesse quello che vuoi dirmi ma perché usare il verbo "rimanere"?

L'autore sceglie il verbo "rimanere" perché ha in mente una data, ma non ce la dice!
Nella mente dell'autore c'è una data in cui il "sud" era "indietro (su tutto)" e che a partire da quella data nulla è cambiato: l'arretratezza c'era ed è, semmai, aumentata!

La data di cui l'autore parla è la data in cui il Regno delle Due Sicilie è stato annesso al Regno d'Italia (ex Regno di Sardegna) ovvero il 1860.

Ma è sostenibile la tesi secondo la quale dal 1860 ad oggi l'ex Regno delle Due Sicilie (e la Sardegna) sono sempre rimaste indietro rispetto al resto d'Italia?
Vuole l'autore farmi credere che dal 1860 ad oggi il PIL della Campania è sempre "rimasto indietro" rispetto a quello di: Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia?

Ma uno storico può permettersi un'affermazione tanto strampalata?

Non sa forse questo storico che nel 1860 la Calabria era più popolosa del Lazio (un milione contro 750 mila abitanti) e con tutta probabilità il prodotto interno lordo pro-capite dei calabresi era in linea con quello dei laziali, dei marchigiani, dei trentino-alto atesini, dei veneti, dei friuli-veneto giuliani, dei toscani, dei liguri, ... se non in alcuni casi più alto?

con queste premesse posso comprare il libro?!?

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